Al termine della celebrazione eucaristica durante l’incontro sulla protezione dei minori nella Chiesa tenutosi al Vaticano tra il 21 ed il 24 febbraio, Papa Francesco ha lanciato un accorato appello «per la lotta a tutto campo contro gli abusi di minori, nel campo sessuale come in altri campi, da parte di tutte le autorità e delle singole persone ».
Durante il suo discorso, il Papa ha fortemente insistito sulla necessità di « proteggere i più piccoli e prevenire che diventino vittime di qualsiasi forma di violenza, psicologica o fisica » ed ha enfatizzato come « l’obiettivo della Chiesa sarà, dunque, quello di ascoltare, tutelare, proteggere e curare i minori abusati, sfruttati e dimenticati, ovunque essi siano ».

Sull’argomento si è espresso il precedente Superiore Generale della Congregazione Marista, Fratello H.Emili Turù, che ha preso parte all’incontro in qualità di segretario generale dell’ Unione dei Superiori Generali (USG). Riguardo a questo incontro Fr. Emili ha detto « le storie delle vittime e dei superstiti mi toccano sempre molto. Le loro testimonianze sono state ascoltate durante tutto il meeting, sia tramite registrazioni che di persona. La tragedia che queste persone hanno vissuto ci ricorda senza ombra di dubbio che in ogni caso sono loro ad avere la priorità, non la persona o l’istituzione coinvolta nel caso ». Le voci delle vittime « chiedono in qualche modo che ciò che è accaduto loro non accada mai più e che vengano creati spazi sicuri per i bambini, a partire dalla Chiesa. » Fr. Turù ha aggiunto che « c’è resistenza, spesso incosciente al cambiamento, ma ci sono dei progressi. Ci vorrà tempo per scoprire gli effetti delle tre parole su cui era incentrato il meeting : responsabilità, affidabilità e trasparenza, ma ho visto la volontà di andare avanti a partire dal Papa ».

Per leggere l’intervista completa a Fr. H. Emili Turù clicca qui (in inglese)
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