FMSI è attualmente impegnata nell’implementazione del progetto “Assistenza sanitaria ed alimentare alle famiglie vulnerabili di Aleppo”. Secondo l’Istituto per la Pace degli Stati Uniti, il conflitto siriano ha causato più di 500.000 morti e circa 13 milioni di sfollati. Molti siriani sono sfollati o rifugiati in Libano, Giordania e Turchia, Paesi che ospitano il maggior numero di rifugiati siriani registrati. La guerra è iniziata dopo che il regime siriano ha messo in atto un giro di vite contro i manifestanti civili pacifici. Diverse fazioni – ribelli siriani, ISIS, organizzazioni affiliate ad al-Qaeda, organizzazioni guidate dai curdi e milizie straniere, tra cui Hezbollah – si sono impegnate in una costosa gara per il controllo del territorio. 

In Siria, oltre alle difficoltà causate dal diffondersi del Covid-19 che ha contribuito ad aggravare le già precarie condizioni sanitarie, politiche ed economiche del Paese, sono state avvertite nell’immediato le ripercussioni della guerra in Ucraina che ha visibilmente peggiorato una situazione umanitaria già difficile, complicando oltremodo la congiuntura negativa che il Paese da tempo sta vivendo. Il protrarsi dello scontro in Ucraina o, peggio, un’espansione dello stesso in un più ampio confronto NATO-Russia metterebbe a rischio la cooperazione multilaterale sulla gestione dei conflitti e sulle questioni umanitarie in Siria. Anche prima della guerra la Siria era un Paese a reddito medio-basso: il 90% della popolazione viveva in povertà, due terzi dipendevano dagli aiuti umanitari e il 55% soffriva di insicurezza alimentare. Nel dicembre 2021, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura ha avvertito del rischio di carestia a causa della grave siccità e del forte calo del raccolto di grano. A 11 anni dall’inizio del conflitto siriano, sei cittadini su dieci non sanno se e da dove verrà il loro prossimo pasto. La dipendenza dalle importazioni dalla Russia significa che l’attuale crisi in Europa potrebbe ripercuotersi gravemente in Siria, esacerbando la carenza di cibo e provocando un’impennata dei prezzi dei prodotti alimentari.

SCOPO DEL PROGETTO:

Il presente progetto mira a migliorare le condizioni di vita di 830 famiglie vulnerabili di Aleppo, attraverso la distribuzione di cesti alimentari effettuata dalla rete di 155 volontari di Aleppo, i Maristi Blu. Tale iniziativa è fondamentale per rispondere ai bisogni primari delle famiglie beneficiarie apportando un miglioramento dello status nutrizionale mitigandone l’indigenza. 

Durante la distribuzione, le persone avranno la possibilità di sentirsi a casa, il conforto di dialogare con i volontari nel segno della continuità di una importante rete solidale. I cesti alimentari sono di due tipologie a seconda della dimensione della famiglia: 

Cesto Alimentare A: 2 kg di spaghetti, 4 kg di zucchero, 1 litro di olio d’oliva, 2 litri di olio da cucina, 1 kg di burro, 2 kg di riso, 1 kg di pasta di pomodoro, 2 confezioni di carne in scatola, 1 barattolo di marmellata.

Cesto Alimentare B: 1 kg di spaghetti, 2 kg di zucchero, 1 litro di olio d’oliva, 2 litri di olio da cucina, 1 kg di burro, 2 kg di riso, 1 kg di pasta di pomodoro, 2 confezioni di carne in scatola, 1 barattolo di marmellata

IL PROGETTO IN BREVE:

L’obiettivo del progetto è quello di migliorare le condizioni di vita di 830 famiglie vulnerabili di Aleppo, attraverso la distribuzione di cesti contenenti generi alimentari. 

IL PROGETTO IN NUMERI:

  • 830 Numero di famiglie
  • 925 Maschi Adulti
  • 1078 Femmine Adulte
  • 590 Maschi sotto i 18 anni
  • 590 Femmine sotto i 18 anni