Cari Amici,

Mi sarebbe piaciuto darvi delle buone notizie…di fatto, è da quasi un mese, precisamente dal 16 febbraio 2020, che Aleppo è stata alla fine interamente liberata. L’autostrada, la famosa M5, è stata di nuovo aperta e l’aeroporto internazionale ha accolto, dopo 8 anni in cui era stato chiuso, il primo aereo civile. Gli Aleppini stavano festeggiando la liberazione….

Quel giorno ho scritto nel mio diario “La speranza è adesso, non è in un lontano futuro, è adesso”.

Credevo come molti siriani che la pace stava bussando alle nostre porte…

Purtroppo, il vento di aria fresca è stato subito sostituito da una depressione asfissiante.

La Turchia ha lanciato una operazione in Siria per la protezione dei terroristi. L’esercito siriano avanza verso Idlib, riprendendo i villaggi che stavano sotto il controllo del fronte d Al Nosra.

L’autostrada principale è di nuovo interrotta. Il conflitto continua. Centinaia di giovani stanno perdendo la vita.

E mi domando:

Che cosa sta succedendo nel mio paese? Perché gli occidentali chiamano terroristi i jadisti quando arrivano nel loro paese e quando il governo siriano prova ad eliminare il terrorismo in Siria questi stessi occidentali parlano di una crisi umanitaria?

Perché il Governo turco si arroga il diritto di respingere l’esercito siriano nel suo proprio territorio?

Perché i giovani devono morire per difendere i loro paese contro l’aggressione straniera?

Come siriani non abbiamo diritto a decidere il nostro destino? Siamo marionette in mano alle grandi potenze senza avere una parola da dire?

Chi ridarà ai padri dei martiri i loro figli caduti sul campo di battaglia?

E la settimana passata, in una riunione a Mosca si è deciso il cessate il fuoco e la riapertura dell’autostrada M5 e M$4 (che collega Aleppo con Latakia)

Resisterà il cessate fuoco alla violazione dei gruppi armati?

I dimenticati di Idlib

Il Santo Padre invita ad agire in favore dei “dimenticati di Idlib”.

Però chi sono i dimenticati di Idlib? Sono solo le migliaia di famiglie che attualmente sono sfollate per scappare dai combattimenti o sono anche le migliaia di famiglie cristiane e musulmane ostaggi degli jadisti del fronte de Al Nosra e a cui, per oltre 8 anni, è stato impedito di vivere con dignità?

Penso a tutte queste famiglie dei villaggi di KNAYEH, YACOUBIEH, JDAIDEH Y GHASSANIEH che sono dovute scappare a causa dei terroristi che occupavano i loro villaggi. Quelli che sono rimasti sono stati obbligati a condividere in parte o in tutto gli ambienti di vita con stranieri armati…

Diteci, chi sono i dimenticati di Idlib?

Sono queste le città morte nel Nord della Siria, città archeologiche di maggioranza cristiana ma saccheggiate e distrutte da ladri in nome della democrazia e libertà?

Se è certo che centinaia di migliaia di famiglie sono fuggite dalla guerra, dovremmo cercare la vera ragione.

La guerra ha trasformato un popolo in cerca di pace e prosperità in un popolo di sfollati e dimenticati.

Tra pochi giorni, ancora una volta, ricorderemo la fatidica data del 15 marzo 2011 quando tutto è cominciato.

E la guerra non è terminata….

Continua e annuncia cattive notizie tutti i giorni e sono queste cattive notizie che uccidono i semi della speranza che ci mantengono vivi.

Non ci dimentichiamo che siamo sotto embargo. Un embargo che colpisce la gente tutti i giorni. Un embargo che impoverisce i più poveri. Un embargo che ci trasforma in un popolo di mendicanti.

Abbiamo bisogno della vostra amicizia, della vostra solidarietà e appoggio per raccontare la sofferenza del nostro popolo. La vostra preghiera supporta la nostra vita quotidiana ma la vostra azione verso coloro che prendono le decisioni è importante.

Dite loro che siamo un popolo degno di vivere umanamente come qualsiasi altro popolo della terra. Dite loro che siamo un popolo radicato in una cultura e con una civiltà che ha migliaia di anni.

Dite loro che il popolo siriano sceglie la pace come il cammino per ricostruire tutto quello che è stato distrutto.

I Maristi Blu

Con il nostro popolo e per loro, noi, i Maristi Blu, stiamo lavorando. Continuiamo a seminare quella speranza.

Il 15 febbraio siamo stati ricevuti dal Presidente della Repubblica e dalla sua Consorte. Volevano ringraziarci per tutti i servizi prestati alla comunità locale durante tutti gli anni di guerra. Vedono in noi un modello della società siriana ideale: un modello di apertura e solidarietà, un esempio di difesa degli interessi dei più svantaggiati. Ci hanno invitato a sviluppare la nostra azione umanitaria. Hanno insistito sull’importanza dei valori che viviamo e i programmi che svolgiamo in favore dell’occupazione e dello sviluppo della persona umana e del ruolo della donna nella nostra società.

Ci hanno spiegato la loro visione del futuro del paese, specialmente nella fase successiva all’instaurazione della pace.

Sulla strada di ritorno, la domenica 16 febbraio 2020, Aleppo sperimentava momenti di gioia e allegria: i quartieri occidentali, occupati dai terroristi che minacciavano la città, erano stati appena liberati.

A partire da quel momento, non smettiamo di rispondere in maniera sempre più profonda alla domanda: “Di quali iniziative hanno bisogno la città e i suoi abitanti in questa tappa di pace?”

Progetti Maristi

I nostri progetti educativi “Voglio imparare” e “Imparare a crescere” stanno andando bene. I bambini si preparano per la Festa della Mamma che in Siria si celebra il 21 marzo, La formazione ai valori, allo sport, alla musica, l’accompagnamento personale di ogni bambino e spesso delle loro famiglie, l’interesse per la vita sociale e per la salute psicologica e fisica costituiscono l’insieme della nostra formazione, fortemente ancorata al carisma marista.

Il progetto “Semi” in tutte le sue componenti, Loto e Bambù, continua ad offrire ai giovani adolescenti uno spazio per la formazione ai valori e alla espressione delle emozioni e sentimenti. Oltre 350 giovani beneficiano di questo supporto per il loro sviluppo personale, psicologico e sociale.

Il progetto di “taglio e cucito” ha completato il settimo corso e ha dato il diploma a 17 donne che, durante 60 ore, hanno assistito a questa formazione in maniera regolare. Oltre alla soddisfazione e gratitudine, tutte hanno sottolineato la qualità delle relazioni tessute tra di loro. Molte hanno evidenziato il valore di scoprire le altre differenti da loro e la importanza di lavorare insieme.

Circa 20 donne hanno partecipato alla formazione nel quadro del Progetto di Promozione della Donna. Esprimono la loro gioia per essere state formate sue tematiche psicologiche, umane relazionali e soprattutto personali.

Quest’anno abbiamo accolto nei locali del nostro centro la associazione “L’impronta della felicità”. Si tratta di un laboratorio rivolto a 30 adulti con disabilità mentale. La sua presenza tra noi è una benedizione del cielo.

Tutti i mercoledì e le domeniche continuiamo a realizzare attività e distribuire alimenti e beni di prima necessità nel campo di Shahba, un campo per sfollati nella regione di Afrin, che è stata occupata dall’esercito turco nel febbraio 2018. Avvertiamo molta stanchezza tra queste persone sfollate. La nostra presenza e il nostro accompagnamento sono di gran sollievo per queste famiglie. Varie volte si sono dimostrati preoccupati quando, per una ragione o un’altra, non siamo andati al campo.

Il MIT organizza sessioni di formazione su diversi temi di interesse per gli adulti, in particolare nel campo della psicologia, economia e informatica. La lista di attesa per partecipare al programma ogni volta è più lunga e ci obbliga a superare il limite di 24 partecipanti per sessione.

Però è specialmente per la formazione all’imprenditoria per micro progetti di impresa che la domanda è grande. Molte persone stanno chiedendo formazione per poter avviare il proprio micro progetto. Siamo felici di offrire alla popolazione di Aleppo questo servizio di formazione che prepara un futuro migliore per una  moltitudine di giovani e non più giovani.

Il progetto Heartmade (Cuore) sta crescendo rapidamente. Abbiamo aumentato il numero di sarte contrattando varie signore. Stiamo progettando di ampliare lo spazio del laboratorio. Presto apriremo un negozio in uno dei migliori centri commerciali di Damasco.

Vivere insieme come fratelli

Nel concludere questa mia lettera, ricordo le parole di Martin Luther King: “dobbiamo imparare a vivere insieme come fratelli o moriremo tutti insieme come stupidi”

Viviamo come fratelli!

Costruiamo insieme la civiltà dell’amore!

Facciamo della nostra terra un luogo di armonia!

Restituiamo all’uomo la sua umanità!

Siamo testimoni della luce!

Allarghiamo lo spazio della nostra tenda!

Diamo una mano a chi più ne ha bisogno!

Alziamo la testa!

Formiamo una catena umana intorno al nostro pianeta.

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Fr. Georges Sabé – Per i Maristi Blu

 

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The Institute of the Marist Brothers (FMS: Fratres Maristae a Scholis), founded in France in 1817 by St. Marcellin Champagnat, is the second largest congregation of Brothers in the Catholic Church.  

An encounter with a dying young man, Jean-Baptiste Montagne, who knew nothing of his faith and was barely able to read, proved to be the defining moment for Marcellin Champagnat.  Soon after the boy’s death, St. Marcellin put into motion his vision.  “We need brothers,” he said, who will give their lives in the service of children and young people, especially those most in need and neglected by society.  

Champagnat, a man of great faith and trust in God’s providence, dedicated his early followers to Mary, sending them among young people, especially those least favored, to “make Jesus known and loved.”  The initial focus of his work was to provide education for children in rural, areas since this was a pressing need at the time, and provided an opportunity for their faith development.  

Today the community numbers about 3,000 members.  They are joined by a network of nearly 40,000 lay people and reach over 700,000 children and young people in 80 countries.  You will find this Marist network working in schools and universities, pastoral and social centers, youth movements and youth programs and wherever they find young people most in need.

El Instituto de los Hermanos Maristas (FMS: Fratres Maristae a Scholis), fundado en Francia en 1817 por San Marcelino Champagnat, es la segunda congregación de hermanos más numerosa de la Iglesia Católica.

Un encuentro con un joven moribundo, Jean-Baptiste Montagne, que no sabía nada acerca de su fe y que era apenas capaz de leer, se reveló como el momento decisivo para Marcelino Champagnat. Inmediatamente después de la muerte del niño, San Marcelino puso en práctica su visión. “Necesitamos hermanos”, dijo, que den sus vidas al servicio de los niños y jóvenes, especialmente los más necesitados y olvidados por la sociedad.

Champagnat, un hombre de gran fe y confianza en la providencia de Dios, consagró sus primeros seguidores a María, enviándoles entre los jóvenes, especialmente los más desfavorecidos para “dar a conocer a Jesús y hacerlo amar”. El primer objetivo de su trabajo fue ofrecer una educación a los niños de las zonas rurales, porque era una necesidad urgente en aquel tiempo, ofreciéndoles así una oportunidad para crecer en la fe.

En la actualidad los miembros de la congregación son unos 3.000. Junto a ellos trabaja una red de unos 40.000 laicos que atienden a más de 700.000 niños y jóvenes en 80 países. Esta red marista trabaja en colegios y universidades, centros sociales y  pastorales, movimientos juveniles y programas de formación para la juventud y en cualquier lugar en el que encuentren jóvenes necesitados.

Congregazione dei Fratelli Maristi (FMS: Fratres Maristae a Scholis) fu fondata in Francia nel 1817 da S. Marcellino Champagnat ed è oggi la seconda congregazione maschile (di fratelli) della Chiesa per numero di professi.
L’incontro con Jean-Baptiste Montagne, un giovane di 17 anni in punto di morte, analfabeta e senza formazione religiosa, fu un momento cruciale per Marcellino Champagnat. Poco dopo la morte del giovane, egli volle dare seguito ad un’idea che gli era balenata in seminario. “Abbiamo bisogno di fratelli”, disse, “che diano la loro vita per il servizio ai bambini e ai giovani, specialmente quelli più bisognosi e dimenticati dalla società”.
Champagnat, un uomo di grande fede e fiducia nella Provvidenza divina, consacrò i suoi primi seguaci a Maria e li mandò tra i giovani, specialmente i più emarginati, per “far conoscere ed amare Gesú”. Fin dall’inizio la sua missione fu incentrata su bambini n età scolare delle zone rurali, poiché l’istruzione era una necessità urgente al tempo e poiché rappresentava una formidabile opportunità di evangelizzazione.
Oggi la Congregazione annovera circa 3.000 religiosi affiancati da quasi 40.000 laici; insieme essi assistono più di 700.000 bambini e giovani in 80 paesi del mondo.
I Maristi, religiosi e laici, prestano la loro opera in scuole e università, centri pastorali e sociali, movimenti e programmi giovanili e ovunque ci siano bambini e giovani bisognosi da assistere
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