“Una delle cose più belle del mio viaggio è stato confrontarmi con una cultura molto diversa dalla mia, scoprire il loro abbigliamento tradizionale, religioni di cui non sapevo niente, cibi mai provati e visitare luoghi magici (…) Invito chiunque a vivere un’esperienza come la mia, in cui ho avuto il privilegio di confrontarmi con la realtà e la possibilità di dare valore a ogni cosa”.

Questa è la testimonianza di Sofia Basile, la giovane volontaria che attraverso l’Istituto Marista e FMSI, si è recata in Sud Africa per lavorare come volontaria nel progetto Three2Six. Questa iniziativa è rivolta ai bambini che sono scappati in Sud Africa dai paesi dell’Africa centrale. Qui, impoveriti e senza legami, non hanno prospettive in ambito educativo.

Dopo due intensi mesi di volontariato a Johannesburg Sofia racconta così la sua esperienza di volontariato:
“Nell’ottobre 2018 , sono partita per vivere una delle esperienze più belle e sconvolgenti della mia vita in Sud Africa a Johannesburg. Grazie al volontariato che svolgo nella Casa Generalizia dei Fratelli Maristi a Roma ,e più in particolare per FMSI , mi è stato permesso di poter prendere parte a uno dei loro progetti : Three2Six .
È un’iniziativa nata nel 2008 e che ancora oggi ha un ruolo fondamentale per tutti i bambini rifugiati del paese perché si occupa di integrare ed educare tutti quei bambini a cui il diritto all’istruzione è negato, e tutela la loro crescita attraverso diverse attività.
Al mio arrivo sono stata accolta dal direttore della scuola marista Sacred Heart College, il quale mi ha presentato tutti i suoi collaboratori e gli altri volontari internazionali, poi mi sono stati affidati due compiti.
Il primo mese frequentavo la Observatory Girls School, ove la mattina assistevo il responsabile della biblioteca, il signor Chapepa, e di pomeriggio aiutavo le insegnanti del progetto a fare lezione. Dalle 15:00 alle 18:00 avevo la possibilità d’interagire con i bambini, i quali mi hanno coinvolto fin dal primo giorno. Loro sono abituati a conoscere volontari come me, ma vogliono bene a ognuno di noi in maniera diversa, e ciò li rende assolutamente unici. Durante queste ore, oltre che studiare Life Skills, Matematica e Inglese, i bambini ricevono una merenda e hanno un tempo per giocare insieme.
Il mio secondo compito è stato quello di organizzare l’Holiday Program: due settimane in cui i ragazzi hanno la possibilità di fare dello sport, conoscere le scienze e l’arte. Queste discipline sono insegnate in maniera totalmente gratuita e volontaria da moltissime persone con diverse competenze. Particolarmente importante è il fatto che ci fossero gli ex alunni del progetto ad aiutarci perché loro più di chiunque altro,possono comprendere le situazioni in cui i bambini sono quotidianamente costretti a vivere.

Allontanarmi dalla mia casa è stato faticoso, ma la bellezza che ho potuto vedere, e l’amore che ho ricevuto, ha ripagato tutte le difficoltà e le stanchezze. I Maristi sono una presenza fondamentale non solo per l’istruzione dei bambini ma rappresentano anche un importante appoggio a tutte quelle famiglie che sono messe ai margini della società; i fratelli sono una piccola via d’uscita da quella che viene chiamata la “trappola della povertà”. La cultura è la chiave per una vita dignitosa, per la realizzazione dei sogni di tutti quei bambini che, nonostante abbiano vissuto più atrocità di un anziano occidentale, sanno e desiderano sorridere e fare della propria vita qualcosa di bello.

Vorrei dire a tutti coloro che svolgono o vorranno svolgere del volontariato nel mondo di non avere paura, vorrei dire che il nostro contributo, anche se piccolo, è significativo e per nulla vano.
È difficile descrivere la gioia che ho provato, e che tuttora mi porto dentro, quando una bambina con problemi di apprendimento è riuscita a scrivere dentro i margini di un foglio.

Vorrei ringraziare per questo tutti coloro che hanno permesso la mia partenza , coloro che mi hanno accolto e ospitato in Africa e tutti i volontari che sono stati per me come fratelli e sorelle.”

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