Al convegno promosso da FMSI in occasione della Giornata per i diritti del bambino, grande commozione e partecipazione. Ventimiglia: l’istruzione per un mondo giusto.

Una giornata intensa ed emozionante, quella del 20 novembre organizzata alla Sala del Refettorio a Palazzo San Macuto. Di quelle che non si dimenticano perché sono la narrazione di un buon operare. La presentazione di una Carta per minori migranti, la proiezione del docufilm “La forza delle donne” girato in Libano e Iraq e le storie e i progetti delle principali organizzazioni impegnate sul fronte dei diritti dei minori (FMSI, Save the Children, Croce Rossa Italiana, Jesuit Refugees Service, Focsiv, Terres des Hommes), hanno animato il piccolo summit. Una giornata dove il mondo che lotta (perché di una vera lotta a colta si tratta) per l’inclusione dei minori migranti ha tracciato una strada. La strada per abbattere disuguaglianze e dolore.

Il Paper racconta come “l’istruzione e la formazione sono le fondamenta per un mondo migliore, per un mondo che deve essere costruito senza rabbia e al di fuori dei conflitti”, racconta Marzia Ventimiglia, direttore generale di FMSI che lunedì ha fatto gli onori di casa. I presupposti fondamentali sono: la cura integrale durante tutto i ciclo migratorio; disponibilità da parte delle Istituzioni e programmi educativi integrati e adeguati; accessibilità economica all’istruzione, che sia garantita nel corso di tutte le fasi della crescita, dall’infanzia alla giovinezza; adattabilità dell’educazione alle circostanze. “Sulla base di quanto discusso – si legge nel testo – chiediamo alle organizzazioni internazionali di non tornare indietro sulle politiche migratorie, sollecitare gli Stati alla collaborazione internazionale non solo economica, incentivare misure che promuovono la non deportazione, la non dissuasione”.

“Immaginare questi ragazzi che passano drammi atroci per arrivare qui, da noi e poi abbandonarli, è un grave atto nei contronti dell’umanità. Loro sono il futuro e noi non tutelandoli e non proteggendoli stiamo coltivando odio. Pensare che questo non sia un nostro problema, fa nascere un mondo arrabbiato e molto ingiusto”, prosegue la Ventimiglia.

La mia lamentela come cittadino – ha dichiarato invece il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone – è che di questi temi si occupa soltanto il mondo associativo e pochissimo le istituzioni, se non quando ne parlano i servizi televisivi. Bisogna creare le condizioni per dar luogo ad un’accoglienza vera, evitando speculazioni da parte di chi mette a disposizione le strutture, affinché questi ragazzi possano inserirsi nella società”. In una società che li deve accogliere. Anche per questo che la nuova legge, detta legge Zampa, è stato un passo positivo, racconta Fosca Nomis di Save the children. “Si tratta di una storia positiva, una legge che parla di bambini e non di migranti. Una legge in cui prevalgono i diritti dei bambini e non il fatto che siano migranti. Questo è un ottimo segnale di un coinvolgimento attivo e per il sistema di accoglienza”.

“Il nostro obiettivo è educare alla pace i bambini che vivono nei conflitti: insegnare a perdonare” ha affermato Fratel George Sabe dei Maristi Blu testimone ad Aleppo. “Vi vorrei parlare di tanto, di tutto quello che ho visto in questi anni. Vi vorrei raccontare dei bambini sfollati che non vanno a scuola perché hanno paura di allontanarsi dai loro genitori. Di quei bambini che non trovano più i genitori e nessun altro della loro famiglia. Vorrei parlare di bambini che all’improvviso si sono trovati in un quartiere che non era il loro. Bambini che non riconoscono più il contesto, improvvisamente. Ho ancora l’immagine della bambina che aveva perso la sorella gemella e l’aveva vista morire ma che parlava di lei come se fosse ancora viva. Traumi e drami, ma anche tanta voglia di ricominciare. Voglio raccontarvi di quei bambini che sono arrivati in questa Europa da soli. Voglio parlarvi dei bambini a cui sono state messe delle armi in amno, noi dobbiamo aiutarli a deporre le armi. Subire la guerra vuole dire subire condizioni disumane”, conclude.

“Si sta raccontando che i migranti e i rifugiati siano negativi per il Paese, ma come ha detto Papa Francesco, i rifugiati sono un bene, un grande apporto per il nostro Paese”, afferma Nadeznha Castellano (Jesuit Refugees Service). E’ importante anche chiedersi cosa è la protezione. In che modo si proteggono questi minori. “Proteggere dagli abusi, dalla negazione dei diritti. “Do no harm” è l’altro nostro principio. Croce Rossa Italiana è presente già dalle banchine, ma l’importante è anche dopo. Sono tutti esseri umani, prima di essere numeri, prima di essere problemi, prima di essere rifugiati”, spiega Francesca Basile della (CRI). “Oggi la prima accoglienza è ancora più importante di prima nonostante gli sbarchi siano diminuiti. Perché oggi i migranti arrivano ridotti sempre peggio e perché sono le navi militari a salvarli e non più le Ong”, racconta Federica Giannotta di Terres des Hommes. “Noi dobbiamo esserci”, precisa Gianfranco Cattai, presidente Focsiv, “Perché i bambini prima di tutto, futuro dell’umanità”.

Presentato il Report FMSI dei 10 anni

L’evento Children on the move

Il video del Convegno

RASSEGNA STAMPA Children on the move

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The Institute of the Marist Brothers (FMS: Fratres Maristae a Scholis), founded in France in 1817 by St. Marcellin Champagnat, is the second largest congregation of Brothers in the Catholic Church.  

An encounter with a dying young man, Jean-Baptiste Montagne, who knew nothing of his faith and was barely able to read, proved to be the defining moment for Marcellin Champagnat.  Soon after the boy’s death, St. Marcellin put into motion his vision.  “We need brothers,” he said, who will give their lives in the service of children and young people, especially those most in need and neglected by society.  

Champagnat, a man of great faith and trust in God’s providence, dedicated his early followers to Mary, sending them among young people, especially those least favored, to “make Jesus known and loved.”  The initial focus of his work was to provide education for children in rural, areas since this was a pressing need at the time, and provided an opportunity for their faith development.  

Today the community numbers about 3,000 members.  They are joined by a network of nearly 40,000 lay people and reach over 700,000 children and young people in 80 countries.  You will find this Marist network working in schools and universities, pastoral and social centers, youth movements and youth programs and wherever they find young people most in need.

El Instituto de los Hermanos Maristas (FMS: Fratres Maristae a Scholis), fundado en Francia en 1817 por San Marcelino Champagnat, es la segunda congregación de hermanos más numerosa de la Iglesia Católica.

Un encuentro con un joven moribundo, Jean-Baptiste Montagne, que no sabía nada acerca de su fe y que era apenas capaz de leer, se reveló como el momento decisivo para Marcelino Champagnat. Inmediatamente después de la muerte del niño, San Marcelino puso en práctica su visión. “Necesitamos hermanos”, dijo, que den sus vidas al servicio de los niños y jóvenes, especialmente los más necesitados y olvidados por la sociedad.

Champagnat, un hombre de gran fe y confianza en la providencia de Dios, consagró sus primeros seguidores a María, enviándoles entre los jóvenes, especialmente los más desfavorecidos para “dar a conocer a Jesús y hacerlo amar”. El primer objetivo de su trabajo fue ofrecer una educación a los niños de las zonas rurales, porque era una necesidad urgente en aquel tiempo, ofreciéndoles así una oportunidad para crecer en la fe.

En la actualidad los miembros de la congregación son unos 3.000. Junto a ellos trabaja una red de unos 40.000 laicos que atienden a más de 700.000 niños y jóvenes en 80 países. Esta red marista trabaja en colegios y universidades, centros sociales y  pastorales, movimientos juveniles y programas de formación para la juventud y en cualquier lugar en el que encuentren jóvenes necesitados.

Congregazione dei Fratelli Maristi (FMS: Fratres Maristae a Scholis) fu fondata in Francia nel 1817 da S. Marcellino Champagnat ed è oggi la seconda congregazione maschile (di fratelli) della Chiesa per numero di professi.
L’incontro con Jean-Baptiste Montagne, un giovane di 17 anni in punto di morte, analfabeta e senza formazione religiosa, fu un momento cruciale per Marcellino Champagnat. Poco dopo la morte del giovane, egli volle dare seguito ad un’idea che gli era balenata in seminario. “Abbiamo bisogno di fratelli”, disse, “che diano la loro vita per il servizio ai bambini e ai giovani, specialmente quelli più bisognosi e dimenticati dalla società”.
Champagnat, un uomo di grande fede e fiducia nella Provvidenza divina, consacrò i suoi primi seguaci a Maria e li mandò tra i giovani, specialmente i più emarginati, per “far conoscere ed amare Gesú”. Fin dall’inizio la sua missione fu incentrata su bambini n età scolare delle zone rurali, poiché l’istruzione era una necessità urgente al tempo e poiché rappresentava una formidabile opportunità di evangelizzazione.
Oggi la Congregazione annovera circa 3.000 religiosi affiancati da quasi 40.000 laici; insieme essi assistono più di 700.000 bambini e giovani in 80 paesi del mondo.
I Maristi, religiosi e laici, prestano la loro opera in scuole e università, centri pastorali e sociali, movimenti e programmi giovanili e ovunque ci siano bambini e giovani bisognosi da assistere
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